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Il Vangelo del giorno

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona». (Lc 11, 29-32)

A questa generazione sarà dato il segno di Giona.

"Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno, fuorché il segno di Giona". Il Signore giudica severamente i suoi contemporanei perché cercano da lui un segno per avallare la loro fede e quindi convertirsi alla sua predicazione. Gesù non scende a compromessi con nessuno, neppure con gli apostoli. "Volete andarvene anche voi?", dirà un giorno ai suoi discepoli. "Da chi andremo, tu solo ai parole di vita eterna", rispose Pietro. La conversione non è questione di intelligenza, ma di cuore. Non è un'opera umana, ma divina. Non siamo in una palestra dove possiamo presumere di strutturarci nel nostro spirito. E' ascolto senza pregiudizi del Vangelo, è lettura di quanto avviene attorno a noi sempre sotto la luce della Sua parola. Ciò che non avviene per gli interlocutori di Gesù. Per loro non è il Messia, è molto lontano dalle attese. Ne abbiamo perfino un'eco nel triste lamento dei discepoli di Émmaus a vita compiuta. "Speravamo che fosse lui a liberare Israele". Qui nasce per loro la richiesta, non giustificata, del segno, come per noi. Tra Gesù e i suoi avversari si apre un abisso. Non solo Gesù da il segno di Giona, che tocca il cuore dei Niniviti, popolo estraneo alle promesse, ma afferma che qui c'è più di Giona, più di Salomone. Qui, ora: è presente Dio stesso. E' molto facile che anche noi cerchiamo dei segni, che non sono i segni che ci da il Signore: come quello del suo amore senza limiti. Quale segno più meraviglioso del Crocefisso? L'abbiamo dappertutto anche per una legge civile. Ci specchiamo in esso per ritrovare i tanti segni d'amore, come facevano tante anime sante?

Servizio offerto da: La Liturgia della Settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)